Il Maiale Cinta Senese, carne morbida per una razza unica al mondo

Una delle razze di suino autoctono italiano più famose troviamo il Maiale Cinta Senese, anche detto Cinta, Cinto, Cinto toscano, Cinturello Umbro, Cinturino Umbro.

Questo maiale senese di taglia media si contraddistingue per la cute e le setole di colore nero, fatta eccezione per una fascia bianca continua che circonda completamente il tronco all’altezza delle spalle, inclusi gli arti anteriori. Il setto nasale è, talora, depigmentato.

Le prime apparizioni di questa razza risalgono all’epoca tardo-romana o alto-medioevale, e nel XIV secolo troviamo già diverse testimonianze della presenza di un suino cinghiato simile all’attuale Maiale di Cinta Senese.

Generalmente, gli esperti concordano sul fatto che la zona di origine della Cinta sia la Montagnola senese, da dove la razza si diffuse prima nel territorio senese e successivamente in altre province toscane e italiane.

L’allevamento brado nell’area di origine consentì per secoli lo sviluppo della razza, che venne considerata in breve tempo tra le migliori italiane e la più importante in Toscana.

Nel secondo dopoguerra, la massiccia introduzione di razze inglesi favorì il ricorso al meticciamento, soprattutto con razze bianche per la produzione dei “grigi”, fino a provocare un declino dei maiali di Cinta Senese.

Il Libro genealogico della razza Cinta Senese, istituito nel 1934 presso l’Ispettorato dell’agricoltura di Siena, cessò di operare nella seconda metà degli anni ’60.

Gli incroci “grigi”, o “tramacchiati”, vennero poi richiesti per l’ingrasso dalle porcilaie padane. Questo sistema produttivo terminò nel 1968 con il blocco della movimentazione dei maiali senesi verso la Pianura Padana in seguito a una grave epidemia di peste suina africana.

Dopo due decenni di declino e aver rischiato l’estinzione, sul finire degli anni Ottanta la razza divenne oggetto d’iniziative di recupero da parte dell’amministrazione regionale toscana. Nel 1997, il Libro genealogico attivò una sezione di razza per avviare un programma di conservazione.


Cinta Senese Maiale – L’evoluzione fino ad oggi

Con l’istituzione, nel 2001, del Registro anagrafico, la Cinta Senese si è finalmente imposta all’attenzione degli allevatori interessati all’allevamento di tipo tradizionale per la produzione artigianale di salumi tipici.

Si tratta, infatti, di una razza suina unica al mondo. La carne di questi maiali è stata riconosciuta a denominazione d’origine protetta (Dop) dalla commissione europea nel 2012.

Molto diversa dal maiale nero toscano, non si tratta di un incrocio cinghiale-maiale, e anche la sua carne ha un sapore molto diverso rispetto alla carne di maiale classica.

La carne del Suino Cinta Senese

Una delle differenze maggiori tra i maiali Cinta Senese e la carne di maiale bianco è il valore aggiunto presente nel grasso, molto più morbido, con cellule grandi e ricche d’acqua.

Parliamo di 35 gradi contro 64 del grasso normale, ricco di antiossidanti omega 3 e omega 6, proprio perché alimentati con cibo naturale. Inoltre, il maialino di cinta senese fornisce tutta la gamma dei salumi toscani, oltre alla carne fresca ottima in abbinamento con i vini del territorio:

  • Arista di Cinta Senese (Lonzino)
  • Buristo di Cinta Senese
  • Capocollo
  • Finocchiona di Cinta Senese
  • Gota di Cinta Senese
  • Guanciale
  • Lardo stagionato
  • Pancetta
  • Prosciutto
  • Rigatino di Cinta Senese
  • Salame
  • Salsicce
  • Soppressata

Sapori unici da degustare, meglio se accompagnati dalle ricette tradizionali toscane.