Suino Nero Siciliano: La carne salutare dei Nebrodi

La carne del Suino Nero Siciliano, una fonte di “grasso salutare” con un ottimo apporto di valori nutrizionali

Una delle razze di suino italiano tra le più note è sicuramente il Suino Nero Siciliano, anche detto Suino Nero dei Nebrodi, delle Madonie, dell’Etna o Nero Ibleo.

Si tratta di una razza domestica autoctona, il cui allevamento in Sicilia è una pratica molto antica che risale all’epoca cartaginese. Dopo la caduta dell’impero romano, l’allevamento dei maiali neri dei Nebrodi è stato condizionato dagli usi e costumi, nonché dalle diete dei popoli che hanno dominato la Sicilia nel corso della storia.

Proprio per questo, l’allevamento di Maiale Nero dei Nebrodi subì una pausa con la dominazione araba, nel IX secolo, e riprese poi con la conquista normanna.

Il suino dei Nebrodi (“u porcu nivuru”) è caratterizzato da un mantello prevalentemente nero e dalla taglia piccola. Alla costituzione di questa razza hanno contribuito anche le importazioni di suini neri dal continente. Il suo allevamento era molto diffuso fino alla metà del Novecento, e assumeva nomi diversi a seconda delle aree geografiche in cui erano collocati gli allevamenti.


Il Maiale dei Nebrodi oggi

Successivamente, gli inevitabili cambiamenti socio-economici causarono la forzata delimitazione dell’area di allevamento all’interno dei rilievi boschivi della Sicilia Nord-Orientale.

Oggi il Maiale Nero Nebrodi prospera sui monti da cui prende il nome, i Monti Nebrodi, in provincia di Messina. La particolarità di queste zone montane, con valli strette e parallele che terminano sul litorale, favorisce la delimitazione naturale dei gruppi suini presenti, preservando la loro variabilità genetica.

Dal 2001, il programma di conservazione dell’Anas (Associazione Nazionale Allevatori suini) coinvolge gli allevamenti che adottano le tradizionali tecniche estensive di allevamento.

La carne del Suino Nero Siciliano

Il maialino dei Nebrodi si distingue anche per un apporto di massa grassa sul muscolo, che è fonte importante di acidi grassi polinsaturi, ossia del 45-48% di acido oleico, un grasso salutare simile all’olio d’oliva.

Inoltre, questa carne ha una buona ritenzione idrica e riesce a trattenere molti valori nutrizionali come ferro, vitamine, sali minerali, zuccheri e tanti altri ancora.

Ecco perché quella di questa razza viene considerata come “carne salutare”, che possiamo degustare in numerose varianti: il salame fellata, la salsiccia dei Nebrodi, il salame, il capocollo e la pancetta. Naturalmente, la sua carne può anche essere consumata fresca.

Dal 2000, il nero Nebrodi è anche Presidio Slow Food.